L’Essenziale

Potevo chiamarlo in ogni modo, “il primo”, “numero 1” e cosi via, semplicemente perché mi andava di identificare così il primo fra i pensieri che mi concedo di esprimere. Invece, il titolo vien da solo e rinuncio all’asetticità di utilizzarne uno meramente numerico. Siccome si tratta di scrittura, voglio tributare un pensiero a quattro persone, distanti e diverse fra loro che, in un modo o nell’altro “c’entrano” con la mia scrittura.

Prima fra tutte, Ale, perché mi è accanto, perché condividiamo tutto e anche questo, perché è la prima lettrice, sostenitrice, critica e quant’altro si possa immaginare. Ma, oltre a tutto questo, è la mia prima “testimonial” riguardo all’Essenza e all’Essenziale.

Passo alla seconda persona: mio cugino Nicola, che, se fosse ancora fra noi su questa terra, troverebbe il modo di comunicare anche lui l’Essenziale nella migliore forma possibile. Proprio lui che tantissimi anni or sono ci “abituava” ai pensieri quotidiani, alle massime di Tagore, e a quanto altro ci risvegliasse la coscienza.

Altro cugino: il mio omonimo Rosario Galatioto, per quanto per me rimane Emanuele, artista figurativo provenzale che è riuscito a farmi percepire l’arte dell’immagine ridotta alla sua Essenza.

Infine, la mia prima editor e insegnante di scrittura creativa, Livia del Gaudio, che, non smette mai di ricordare la primissima lezione di scrittura, ovvero quella di asciugare il testo, sfrondarlo di ciò che non serve, togliere, togliere, togliere, fino a lasciare emergere l’Essenziale della comunicazione che vogliamo trasmettere.

Questo primo pensiero è rivolto a loro e alla loro lezione, nella scrittura ma prima ancora nella vita: L’Essenziale.

Rosario Galatioto

 

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